La fase alto-arcaica e arcaica

La fase alto-arcaica e arcaica

Nonostante la presenza di strutture di età romana abbia limitato l'estensione delle indagini nei livelli più antichi, dei saggi in profondità condotti all’interno di alcuni ambienti e lungo gli assi viari hanno restituito dati fondamentali per la ricostruzione delle più antiche fasi dell’apoikia di Cuma.

Dagli scavi effettuati è emerso che durante il Tardo Geometrico II (720-690 a.C.), in una fase precedente rispetto all’impianto urbano, l’insediamento coloniale sembra essere contraddistinto da abitazione sparse (D’Acunto 2020c; D’Acunto 2022a; D’Acunto 2024; D’Acunto in corso di stampa).

Riferibile a questa fase è il contesto messo in luce al di sotto dello stenopos p, dove sono stati rinvenuti resti di una possibile abitazione, distrutta al momento dell’impianto dello stenopos stesso, avvenuto nel Medio Protocorinzio (690-650 a.C.). Da quest’area provengono numerosi frammenti ceramici riferibili a forme quasi interamente ricostruibili, in particolare coppe (skyphoi, kotylai e kantharoi) e scodelle (lekanai), associati a ossi di animali, relativi a caprovini, bovini, suini, ma anche a diversi individui di cavalli adulti, a cui si aggiunge una mandibola di orsa adulta (fig. 1). L’interpretazione proposta è che possa trattarsi di un sacrificio di espiazione, avvenuto a seguito della distruzione della precedente abitazione, e di propiziazione per il nuovo impianto urbano (D’Acunto 2022a; D’Acunto 2024). Anche nei livelli sottostanti lo stenopos q sono stati rinvenuti una serie di piani, in questo caso caratterizzati dalla presenza di una struttura associata a una fitta concentrazione di residui di attività legate alla lavorazione dei metalli in situ: in particolare, laminette e sferette in ferro (hammerscales) e gocce di raffinazione del rame, che testimoniano l’esistenza di una bottega metallurgica nelle immediate vicinanze (D’Acunto 2017). Grazie alla ceramica rinvenuta in associazione, possiamo datare tali attività tra il Tardo Geometrico I e II, quindi grosso modo in contemporanea con l’area artigianale di Mazzola a Pithekoussai. Sempre nella parte settentrionale dell’isolato è stata messa in luce parte di una abitazione caratterizzata da due ambienti affiancati: vi erano praticate attività di preparazione e consumo del cibo, come testimoniato dall’associazione di focolari con reperti ceramici funzionali allo svolgimento di tali attività (fig. 2).

Particolarmente significativo per questa fase è, infine, il contesto domestico messo in luce lungo il margine orientale dell’isolato (d’Agostino – D’Acunto 2009; D’Acunto 2020c; D’Acunto 2022a; D’Acunto – Nitti 2023; D’Acunto – Nitti 2024). Lo scavo in profondità, condotto all’interno di una delle botteghe di età romana che si affacciavano sul marciapiede della plateia B, ha portato alla luce  i resti di una abitazione databile tra fine dell’VIII e i primi decenni del VII sec. a.C. (Tardo Geometrico II – prima parte del Protocorinzio Medio). La struttura presentava una pianta probabilmente rettangolare con muri in blocchetti di tufo posti in opera a secco e pali lignei lungo il perimetro interno (fig. 3). Alla prima fase d’uso dell’abitazione (Tardo Geometrico II) appartiene un grande focolare destinato alla cottura dei cibi che prevedeva un piano refrattario realizzato con frammenti ceramici posti gli uni accanto agli altri (fig. 4). Nel corso dei primi decenni del VII secolo (fine del Tardo Geometrico II – Protocorinzio Medio) il primo focolare venne sostituito da successivi apprestamenti da fuoco che si sono sovrapposti gli uni sugli altri, testimoniando una breve continuità d’uso dell’abitazione. Nella seconda metà del VI secolo a.C. sulla precedente struttura fu costruita una nuova abitazione, mantenendone parzialmente l’orientamento. Questa riorganizzazione rappresenta l’ultima fase di vita documentata dell’abitazione arcaica, prima che le successive occupazioni dell’area ne cancellassero quasi completamente le tracce.

SCHEDE MATERIALI

6. La fase alto-arcaica e arcaica (fig. 1)

Fig. 1: I frammenti ceramici e i resti faunistici provenienti dal sacrificio di espiazione per la distruzione dell’abitazione alto-arcaica (© Università di Napoli L’Orientale)

6. La fase alto-arcaica e arcaica (fig. 2)

Fig. 2: I resti dell’abitazione alto-arcaica messa in luce lungo il limite settentrionale dell’isolato (© Università di Napoli L’Orientale)

6. La fase alto-arcaica e arcaica (fig. 3)

Fig. 3: I resti del muro dell’abitazione alto-arcaica messa in luce lungo il limite orientale dell’isolato (da D’Acunto – Nitti 2023, fig. 5)

6. La fase alto-arcaica e arcaica (fig. 4)

Fig. 4: Il piano refrattario del focolare rinvenuto nella casa alto-arcaica (da D’Acunto – Nitti 2023, fig. 6)