Le ricerche dell'Università di Napoli L'Orientale a Cuma

Le ricerche dell’Orientale a Cuma

A partire dal 1994 è stato avviato un programma di ricerca sotto la direzione dell’allora Soprintendenza Archeologica per le province di Napoli e Caserta, con l’obiettivo di ridefinire l’area del Parco Archeologico e di riprendere le attività nella parte bassa della città antica. Fino ad allora, la piana posta ai piedi dell’acropoli era stata interessata da interventi di scavo condotti tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento nel sepolcreto pre-ellenico e da interventi estensivi che avevano riguardato l’area del Foro. Il progetto denominatoKyme” (1994-2006) aveva coinvolto le Università di Napoli L’Orientale e Federico II, e il Centre Jean Bérard, assegnando a ciascuno una specifica area di indagine: all’Università di Napoli L’Orientale è toccato il compito di indagare l’urbanistica e le fortificazioni.

Le indagini archeologiche sulle fortificazioni si sono svolte sotto la direzione del prof. Bruno d’Agostino, tra il 1994 e il 2006: hanno portato alla luce tratti delle fortificazioni meridionali e settentrionali con la cd. Porta Mediana, attraverso cui entrava in città la via Domitiana (fig.1) Sono state oggetto d’indagine tutte le fasi costruttive delle mura, a partire dalla più antica, risalente all’incirca al 600 a.C., fino ad arrivare alle ultime ricostruzioni di epoca tardo-antica. Il progressivo potenziamento del circuito murario, visibile nelle varie fasi di costruzione, era infatti finalizzato a rinforzare le difese della città e ad adeguare le strutture ai cambiamenti delle tecniche difensive e della poliorcetica. Di notevole interesse, è anche la realizzazione di un grande condotto fognario a doppio canale, avvenuta in concomitanza della ricostruzione del 500 a.C. circa, probabilmente sotto la tirannide di Aristodemo, che aveva lo scopo di raccogliere le acque reflue dall’interno della città e sversarle in un fossato esterno alle mura (Cuma: le fortificazioni 1; d’Agostino 2013; d’Agostino – D’Acunto 2009; Fratta 2002; successivamente, D’Acunto 2020b). Inoltre, durante queste indagini, è stato indagato anche lo stadio, risalente al II a.C., la cui gradinata si appoggiava alla cortina interna delle mura (Cuma: le fortificazioni 3; Giglio 2009; Giglio 2015).

L’Università di Napoli L’Orientale, in collaborazione con il CNR – ITABC, oltre allo studio delle fortificazioni, si era occupata, a partire dal 2001, anche dell’analisi delle evidenze dell’impianto urbano (Cuma: nuove forme di intervento). Integrando i dati rilevati sul campo con quelli provenienti da carotaggi e indagini geoelettriche, erano state individuate le prime tracce dell’antico impianto urbano, che avevano portato a un limitato intervento di scavo localizzato nel quartiere abitativo tra le Terme del Foro e le mura settentrionali. Tale intervento aveva messo in luce diversi ambienti relativi ad abitazioni che erano state in vita tra il II sec. a.C. e l’età tardo antica, oltre che evidenze di un’occupazione dell’area a partire dal IV sec. a.C. (D’Onofrio 2002; Giglio 2022).

Per verificare le fasi di occupazione dell’abitato in questo settore, a partire dal 2007, l’Università di Napoli L’Orientale, sotto la direzione del prof. Matteo D’Acunto e in regime di concessione dal Ministero della Cultura, svolge ricerche archeologiche di carattere sistematico nell’area dell’abitato antico di Cuma, compreso tra le Terme del Foro e le mura settentrionali (fig. 2). Le attività di scavo vengono svolte con la formula del cantiere-scuola che prevede la partecipazione attiva degli studenti a tutte le fasi del lavoro: lo scavo vero e proprio; la documentazione descrittiva, grafica e fotografica; la classificazione dei reperti; l’interpretazione delle evidenze (figg. 3-4). Grazie a queste ricerche è stato possibile mettere in luce una stratigrafia di occupazione dell’area, che va dalla Tarda Età del Bronzo fino ad epoca tardo-antica, contribuendo a definire in maniera sempre più chiara la comprensione di tutte la fasi di vita del sito antico di Cuma (D’Acunto 2009; D’Acunto 2020; D’Acunto 2022b). Le diverse fasi portate alla luce dall’Orientale a partire dal 2007 in questo settore del sito antico verranno illustrate nelle diverse sezioni.

2. ricerche Unior (fig. 1)

Fig. 1: Lo scavo delle mura: il prof. B. d’Agostino con il prof. D. Mertens e l’équipe di scavo (da Cuma: le fortificazioni 3, fig. 3)

2. ricerche Unior (fig. 2)

Fig. 2: Lo scavo dell’abitato greco-romano a Nord delle Terme del Foro (foto. A. Lupoli)

2. ricerche Unior (fig. 3)

Fig. 3: Attività di scavo e documentazione archeologica (foto. A. Lupoli)

2. ricerche Unior (fig. 4)

Fig. 4: Attività di scavo, pulizia, catalogazione e restauro dei reperti (© Università di Napoli L’Orientale)