Il Progetto Dicolab
“Dicolab. Cultura al digitale” e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Cuma
La trasformazione digitale rappresenta una delle principali sfide per il settore del patrimonio culturale: la digitalizzazione dei beni, la diffusione della conoscenza attraverso strumenti digitali e la creazione di nuove forme di accesso al patrimonio costituiscono elementi fondamentali per garantire una tutela più efficace e una fruizione sempre più ampia e inclusiva dei beni culturali.
La presente pagina web è stata elaborata nell’ambito del progetto “Parco Archeologico dei Campi Flegrei – Digitalizzazione oggetti museali (reperti archeologici)” afferente al Dicolab. Cultura al digitale, il programma nazionale promosso dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1 – Componente 3, Investimento 1.1 “Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale”, coordinato dall'Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library del Ministero della Cultura e attuato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Il progetto dedicato ai reperti archeologici di Cuma
Nell'ambito di questo programma è stato sviluppato il progetto di ricerca “Parco Archeologico dei Campi Flegrei – Digitalizzazione oggetti museali (reperti archeologici)”, realizzato grazie alla sinergia tra l’Università di Napoli L’Orientale e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e in stretta connessione con il cantiere di digitalizzazione “3D e High Quality del Parco Archeologico dei Campi Flegrei”.
Il progetto è stato coordinato dal dott. Francesco Nitti, sotto la supervisione del prof. Matteo D’Acunto, direttore della missione archeologica a Cuma dell’Università di Napoli L’Orientale, e della dott.ssa Marzia Del Villano, funzionaria archeologa del Parco Archeologico dei Campi Flegrei.
L'iniziativa si inserisce nelle più ampie strategie di digitalizzazione del patrimonio culturale nazionale e ha avuto come obiettivo principale la preparazione scientifica, documentaria e catalografica di un nucleo selezionato di reperti archeologici destinati alla successiva acquisizione tridimensionale ad alta risoluzione.
Il progetto ha in particolare interessato 150 reperti mobili provenienti dagli scavi archeologici condotti dall'Università di Napoli “L'Orientale” nel sito di Cuma sotto la direzione del prof. Matteo D’Acunto. I materiali selezionati coprono un ampio arco cronologico, dall'età protostorica fino all'età imperiale romana, e documentano aspetti fondamentali della vita quotidiana, delle attività produttive, delle pratiche cultuali e delle dinamiche sociali che hanno caratterizzato il territorio flegreo nel corso dei secoli.
Dalla documentazione alla fruizione digitale
Uno degli aspetti più significativi del progetto ha riguardato la stretta integrazione tra ricerca archeologica, catalogazione scientifica e strumenti digitali di valorizzazione. La digitalizzazione non rappresenta infatti soltanto un processo tecnico di acquisizione dei dati, ma costituisce un'opportunità per ampliare la conoscenza, favorire la condivisione delle informazioni e rendere il patrimonio culturale accessibile.
Le acquisizioni digitali, le schede catalografiche e i contenuti scientifici prodotti consentono di documentare i reperti in maniera accurata, supportare attività di studio e ricerca, migliorare le strategie di conservazione e sviluppare nuove modalità di fruizione, sia per gli specialisti sia per il pubblico non esperto.
In questa prospettiva, la presente pagina web costituisce uno strumento di valorizzazione e di accesso pubblico ai risultati della ricerca, offrendo informazioni sulle attività svolte dalla missione archeologica dell'Università di Napoli “L'Orientale” a Cuma. Inoltre, per ciascun periodo storico è offerta la possibilità di consultare le schede catalografiche di una selezione di reperti provenienti dagli scavi.
La pubblicazione online dei contenuti contribuisce a rendere maggiormente accessibili dati, conoscenze e risultati scientifici che possono oggi raggiungere studiosi, studenti, professionisti e cittadini interessati alla storia e all'archeologia dei Campi Flegrei. Allo stesso tempo, essa testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni culturali, università e organismi di ricerca nel promuovere forme innovative di tutela e valorizzazione del patrimonio.
Il progetto dimostra come la convergenza tra competenze archeologiche, metodologie catalografiche e tecnologie digitali possa generare nuove opportunità di conoscenza e di partecipazione culturale, contribuendo alla costruzione di un patrimonio sempre più aperto, condiviso e accessibile. In tale prospettiva, le attività realizzate costituiscono un importante tassello del più ampio processo di trasformazione digitale del patrimonio culturale italiano promosso dal PNRR, con l'obiettivo di garantire la conservazione della memoria storica e la sua trasmissione alle generazioni future attraverso strumenti innovativi e sostenibili.
